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domenica 20 gennaio 2013

Il Dio della festa e altre invenzioni

Si sente spesso nelle omelie dei nostri preti l'espressione "Dio della festa", accompagnata dall'altra: "Dio della gioia".  Cosa voglia dire lo sanno solo loro.
La Messa è un'altra cosa
La festa è un momento di tempo in cui si celebra un'occasione lieta, come un banchetto di nozze. Per i cristiani il banchetto per eccellenza è quello eucaristico, in cui si celebrano le nozze tra Cristo e la Chiesa, cioè tra Dio è ogni anima salvata perchè aperta alla grazia. Questo matrimonio si estenderà poi nell'eternità, in cui la goia sarà piena, totale e definitiva. Ma non bisogna confondere i fedeli: la festa è tale solo se all'invito dello sposo c'è  la risposta positiva della sposa, ovvero se all'annuncio del Vangelo gli uomini rispondono con la loro piena adesione. La festa c'è se si celebrano le nozze. Se uno va in chiesa perchè Gesù è il Dio della festa (ovvero solo per battere le mani durante i canti), ma poi non assume il ruolo della sposa, che è quello di abbandonare la propria vita precedente, uscire di casa, ricominciare un'esistenza trasformata. insomma convertirsi, "Dio della festa" è solo un'espressione vuota, insignificante, seduttiva e in ultima analisi ipocrita.

Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

sabato 24 novembre 2012

Un articolo che dovrebbe far pregare molti cristiani

Un articolo che dovrebbe far pregare molti cristiani! Perché bisognerà dare conto a Dio, ognuno secondo la propria parte di responsabilità:
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Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

martedì 16 ottobre 2012

L'anno della fiducia

 Ci troviamo, per grazia di Dio, nell'anno della fede, cioè della fiducia. Tutti abbiamo bisogno di fiducia, di averla, ma anche e soprattutto di riporla in qualcosa o qualcuno che la meriti e non la tradisca.
E' talmente importante poter contare su qualcosa di esterno a noi nei momenti di difficoltà e nella vita di tutti i giorni, che molti si aggrappano anche alle idee più strampalate pur di poter avere un elemento di fiducia nella propria esistenza.
Ma nella nostra realtà, nulla merita fiducia totale e incondizionata. Perchè prima o poi tutto viene meno. Tutto passa e chiunque può in qualche momento voltarci le spalle o semplicemente sparire dal nostro orizzonte. Così la vita rischia di diventare un deserto arido, in cui la solitudine ci divora.e non sappiamo dove girarci.
Anche se ci può spaventare, questa è la condizione umana con il peccato originale, una situazione di precarietà in cui anche i riferimenti più forti sono comunque fragili e incostanti. 
In tutta questa desolazione una luce ad Oriente ha annunciato il giorno senza fine: Dio si è fatto uomo. Colui che ci era estraneo e lontano è diventato uno di noi. La fiducia ha ritrovato speranza.  Ora abbiamo qualcuno su cui riversare la nostra fede, qualcuno di assimilato alla nostra umanità, qualcuno che ci ama in maniera totale e incondizionata, uno che è arrivato a morire per me, uno che desidera talmente di essere unito a me che ogni giorno mi attende dentro il Tabernacolo.

Gesù confido in Te
Gesù merita la nostra fiducia perchè è il Figlio del Dio eterno e fedele. In Lui riscopriamo noi stessi, la dignità che ci è stata donata, la forza di riconciliarci ogni volta con il Padre e con gli altri, che in Cristo diventano nostri fratelli.
Fede in Gesù, pietra angolare di un tempio spirituale che non crollerà mai, non come i templi edificati nei secoli passati dagli uomini, ridotti in rovina, che non si ergeranno più.
L'anno della fede diventa così l'occasione per abbandonarci in Gesù, Signore e Salvatore, stringerci alla Croce, rinnovare la nostra vita alla luce della sua Parola, Riscoprire la sua Presenza attraverso la fequenza dei sacramenti. 
Un consiglio che ci permettiamo di dare in quest'anno è di riscoprire la preghiera quotidiana in famiglia e la lettura del Catechismo della Chiesa Cattolica. E invochiamo la Madonna, che è stata sempre la donna della fiducia, di donarci la stessa sua fede in Gesù, sia nel momento glorioso della trasfigurazione che nel buio del sepolcro.


Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

martedì 9 ottobre 2012

Le presunte apparizioni, sempre più presunte

 Da diverso tempo si stanno moltiplicando informazioni e testimonianze che mettono fortemente in dubbio i fenomeni di Medjugorje (esempi).
La cosa, come cristiani, non ci fa nè caldo nè freddo. Infatti la nostra fede non si basa su presunte rivelazioni private di veggenti, nè sulle celebrazioni di qualche gruppo che fa preghiere di guarigione o in cui ci sono il cosiddetto riposo dello spirito e il dono delle lingue. La fede si basa sulla persona di Gesù Cristo, che noi crediamo Figlio di Dio, morto e risorto, e su ciò che Egli ha insegnato e rivelato, nel Vangelo e attraverso la Chiesa.
E' vero, però, che non si può liquidare in un modo troppo superficiale la questione Medjugorje. Tutta la lunghissima vicenda che ha visto coinvolti i sei ragazzi jugoslavi, è stata una delle pagine più nere della storia della Chiesa. Perchè Medjuogorje è stata soprattutto una storia caratterizzata da disubbidienza, debolezza e imprudenza. Disubbidienza di chi non ha minimamente tenuto in considerazione le indicazioni della Chiesa locale, debolezza di chi ha tollerato troppo e per troppo tempo, imprudenza di chi - teologi e mariologi molto propensi alle interviste e meno al discernimento - ha gridato al miracolo, suggestionando orde di pellegrini da tutto il mondo. E questo a prescindere dal fatto che nel paesino della diocesi di Mostar la Madonna sia veramente apparsa (ma l'ipotesi è sempre meno fondata).
Certo, ci sono i frutti, ma saranno duraturi? In caso di una smentita i frutti reggeranno al no del Magistero? Saranno frutti ancora maturi quando la consapevolezza di essersi ingannati costringerà i fedeli a ricostruire una fede matura basata non sulle emozioni della Gospa, ma sulla fede immutabile della Chiesa cattolica? Perchè, pur rimanendo assolutamente in ascolto ubbidiente del Magistero della Chiesa, e pronti a fare retromarcia se ci saranno elementi diversi, sempre più osserviamo che i frutti di Medjuogorje non convincono.
Non vogliamo altro
E allora, con preoccupazione, pensiamo ai sacerdoti che hanno visto nascere la loro vocazione durante qualche pellegrinaggio nei luoghi delle presunte apparizioni. Dovranno custodire la loro chiamata abbracciando forte la Croce e rinnovando la loro profonda ubbidienza per amore di Dio e del gregge loro affidato.  Sarà un problema serio e grande per la Chiesa gestire tutte queste situazioni.

Fin d'ora mettiamoci seriamente in preghiera perchè, se la Madonna non è mai apparsa a Medjugorje, i prossimi tempi dovranno essere caratterizzati da una attenzione straordinaria verso il popolo di Dio, per aiutarlo a superare una crisi dai contorni vastissimi. L'anno della fede, che provvidenzialmente è stato istituito e che inizerà a breve, forse preparerà proprio a questo. Che la Madre di Dio, sposa dello Spirito Santo, sostenga sempre il Papa nella sua opera di guida della cristianità.

 Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi, nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre. Amen

venerdì 5 ottobre 2012

Liberaci dalle catene dei carcerieri della fede

Nessun cristiano è tenuto a credere a delle apparizioni o rivelazioni, fossero anche quelle di Lourdes o Fatima. Un Cristiano deve credere in Gesù Cristo, che è Figlio di Dio, incarnato, morto e risorto per la nostra salvezza.

Un cristiano non è obbligato a credere ai vari messaggi che vengono diffusi. Un cristiano crede al Vangelo e al magistero ufficiale della Chiesa.

La devozione mariana è una strada irrinunciabile per avvicinarsi a Cristo e, attraverso Cristo, al Padre, meta ultima di qualsiasi cammino spirituale. Un cristiano però non si deve sentire in colpa se non riesce a dire  il rosario. Certamente è una bellissima preghiera gradita a Maria, ma l'amore verso la Madre di Dio si può esprimere anche in altri modi.

21
Un cristiano non è obbligato a frequentare santuari e soprattutto luoghi di presunte apparizioni. Il cristiano è tenuto alla Messa domenicale e festiva e alla frequenza ai sacramenti. Un pellegrinaggio in un santuario fa certamente bene per rinnovare la propria fede e riaccendere il fuoco della preghiera, ma lavare i piatti, servire la famiglia, mordersi la lingua di fronte ad un'offesa per amore di Dio, è il pellegrinaggio più gradito.

Un cristiano è un uomo liberato.


Il pazzo è felice perché non si rende conto del male nel mondo; l'intellettuale non riesce ad essere felice perché vede il male nel mondo; il cristiano è felice perché vedendo il male si rende conto da cosa Gesù l'ha liberato.

domenica 9 settembre 2012

Segni, gesti e gestacci

La chiesa dei segni
Va molto di moda negli ambienti cristiani l'uso dei "segni", dei "gesti". Soprattutto nelle catechesi giovanili, nei corsi di preparazione ai sacramenti, nei campi scuola, c'è sempre qualcuno, spesso un catechista o una suora, che propone di utilizzarli. E che che cosa sarebbero questi segni e gesti? Azioni, piccoli oggetti, un sasso, un cartellone, della sabbia colorata, un pane, una candelina, un abbraccio...  Qualsiasi cosa l'umana fantasia sia in grado di partorire per rappresentare qualsiasi cosa l'umana fantasia ami provare. Il segno fa parte dello strumentario indispensabile della religione senza contenuto, ridotta a sola scatola emozionale esterna, fatta di sentimenti, lacrime, sorrisi, battimani, e priva dell'essenziale, cioè  del culto divino.


Nella Chiesa i segni ci sono, si chiamano Sacramenti, ma sono segni efficaci della Grazia, cioè azioni rituali che rendono visibile un contenuto salvifico reale, non emozionale o sensibilmente desiderabile. Cioè il Sacramento non è uno sterile tentativo di lavaggio del cervello, ma un sicuro lavaggio dell'anima. Se al Sacramento si sotituisce, invece, il gesto, si umilia la Grazia per un risultato puramente emotivo e perciò transitorio e superficiale.
La Chiesa dei Sacramenti
Dice: "Ma spesso è difficile avvicinare i giovani e  i bambini ai sacramenti, mentre si possono attrarre con i gesti". Naturalmente, se i sacramenti fossero solo gesti tra i gesti e l'obiettivo fosse attrarre i giovani ed amozionarli. Ma i Sacramenti sono i luoghi dello Spirito Santo, in cui Egli opera con pienezza e trasforma il peccatore in santo. E l'obiettivo della pastorale è convertire e fare cristiani. Corteggiare le persone con i gesti e i segni vuol dire pretendere di fare un'educazione alimentare a dei bambini inappetenti  utilizzando caramelle e cioccolatini. I bambini vi saranno grati, fichè non capiranno - quando ormai è tardi - che avete fatto il loro male.