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lunedì 19 novembre 2012

Cosa significa Anno della fede?

Anno della fede vuol dire pure:

Logo Italian versionCiò che possiamo fare con le nostre forze dobbiamo impegnarci a farlo. Ciò che non possiamo fare con le nostre forze dobbiamo chiederlo con la preghiera. Ciò che non riusciamo ad ottenere con la preghiera dobbiamo amarlo come volontà di Dio.


Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

martedì 16 ottobre 2012

L'anno della fiducia

 Ci troviamo, per grazia di Dio, nell'anno della fede, cioè della fiducia. Tutti abbiamo bisogno di fiducia, di averla, ma anche e soprattutto di riporla in qualcosa o qualcuno che la meriti e non la tradisca.
E' talmente importante poter contare su qualcosa di esterno a noi nei momenti di difficoltà e nella vita di tutti i giorni, che molti si aggrappano anche alle idee più strampalate pur di poter avere un elemento di fiducia nella propria esistenza.
Ma nella nostra realtà, nulla merita fiducia totale e incondizionata. Perchè prima o poi tutto viene meno. Tutto passa e chiunque può in qualche momento voltarci le spalle o semplicemente sparire dal nostro orizzonte. Così la vita rischia di diventare un deserto arido, in cui la solitudine ci divora.e non sappiamo dove girarci.
Anche se ci può spaventare, questa è la condizione umana con il peccato originale, una situazione di precarietà in cui anche i riferimenti più forti sono comunque fragili e incostanti. 
In tutta questa desolazione una luce ad Oriente ha annunciato il giorno senza fine: Dio si è fatto uomo. Colui che ci era estraneo e lontano è diventato uno di noi. La fiducia ha ritrovato speranza.  Ora abbiamo qualcuno su cui riversare la nostra fede, qualcuno di assimilato alla nostra umanità, qualcuno che ci ama in maniera totale e incondizionata, uno che è arrivato a morire per me, uno che desidera talmente di essere unito a me che ogni giorno mi attende dentro il Tabernacolo.

Gesù confido in Te
Gesù merita la nostra fiducia perchè è il Figlio del Dio eterno e fedele. In Lui riscopriamo noi stessi, la dignità che ci è stata donata, la forza di riconciliarci ogni volta con il Padre e con gli altri, che in Cristo diventano nostri fratelli.
Fede in Gesù, pietra angolare di un tempio spirituale che non crollerà mai, non come i templi edificati nei secoli passati dagli uomini, ridotti in rovina, che non si ergeranno più.
L'anno della fede diventa così l'occasione per abbandonarci in Gesù, Signore e Salvatore, stringerci alla Croce, rinnovare la nostra vita alla luce della sua Parola, Riscoprire la sua Presenza attraverso la fequenza dei sacramenti. 
Un consiglio che ci permettiamo di dare in quest'anno è di riscoprire la preghiera quotidiana in famiglia e la lettura del Catechismo della Chiesa Cattolica. E invochiamo la Madonna, che è stata sempre la donna della fiducia, di donarci la stessa sua fede in Gesù, sia nel momento glorioso della trasfigurazione che nel buio del sepolcro.


Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

domenica 30 settembre 2012

il sentimentalismo non è roba da cristiani


 Il sentimentalismo è cancro che corrode la fede. 

Sentimentalismo vuol dire giudicare una cosa in base alle emozioni che ci suscita. Molti sono sentimentalisti senza saperlo. Per esempio ci sono quelli che valutano positivamente un'esperienza religiosa se provoca loro delle emozioni piacevoli o, al contrario, respingono un'altra esperienza perchè invece li lascia freddi. Così facendo, per esempio, è evidente che qualsiasi attività di tipo razionale e logico viene respinta o vista con sospetto, perchè prevalentemente priva di sentimenti. 

Questo è un problema serio, perchè il criterio del bene  e del male è riposto non più nell'adesione alla verità o nel suo rifiuto, ma nella capacità di suscitare una risonanza nella dimensione emozionale umana.

Siamo stati allevati molto bene al sentimentalismo, sopratutto dai pubblicitari. Infatti, il messagio dei mass media è improntato essenzialmente su aspetti emotivi e viscerali piuttosto che su considerazioni razionali. Per esempio, un cellulare non è presentato nelle sue qualità oggettive, ma nella capacità di farci sentire moderni, "smart", aggiornati, giovani... tutta una serie di risonanze che riguardano il "sentirsi" qualcosa. Ovviamente qualcosa di positivo.

No grazie, sono cattolico
Nel campo della fede sta succedendo lo stesso. Si va disperatamente alla ricerca di emozioni e sentimenti, piuttosto che di verità e di bene. Ecco perchè imperversano gruppi e gruppetti caratterizzati da aspetti superficiali, cutanei, che fanno il solletico al cuore attraverso una ritualità esteriore solo emozionale. Diversi preti celebrano la Messa proprio cercando di solleticare questi comportamenti sbagliati invece di educare alla sobrietà liturgica.
Ricordiamoci che nel Vangelo non c'è diritto di cittadidanza per il sentimentalismo. Gesù qualche volta si emoziona, per esempio di fronte alla tomba dell'amico Lazaro. Ma il sentimento di Gesà è il traboccare di un amore virile, efficace, controcorrente, eroico e sanguinante, che mette in pratica con le azioni concrete a favore di tutti, in modo particolare dei peccatori.

E' terribile e profondamente antireligioso vedere cattolici che riempiono il web di immagini colorate, piene di fiorellini, di farfalline, di frasette sdolcinate, di arcobaleni e angioletti azzurrini e zuccherosi. Tutto questo cosa c'entra col cattolicesimo? Questa roba potrebbe star bene su poster  nelle palestre di yoga, nelle sale di meditazione (del nulla) buddiste, sulla copertina di libercoli new age. Ma cosa c'entra col cristianesimo? Spazzatura sdolcinata da rottamare insieme ai residui di lavorazione di qualche pasticceria di serie B.  

Il cristianesimo conosce la gioia, anzi solo il cristianesimo può dare la vera gioia, ma la gioia vera non si trasmette con le immaginette di quattro angioletti sulle nuvolette rosa. La gioia vera è il frutto di un'adesione profonda alla Verità che  è Cristo stesso, adesione vissuta nella buona e nella cattiva sorte, quando l'anima canta e quando anche un "Padre Nostro" pesa e costa dolore.

 
No grazie, sono cattolico
No grazie, sono cattolico




Il pazzo è felice perchè non si rende conto del male nel mondo; l'intellettuale non riesce ad essere felice perchè vede il male nel mondo; il cristiano è felice perchè vedendo il male si rende conto da cosa Gesù l'ha liberato.