venerdì 14 settembre 2012

Una Croce che ancora sanguina

Oggi è la festa dell'esaltazione della Croce.
Mentre in occidente, gli "intellettuali" fanno a gara per eliminare la Croce dai luoghi pubblici, e gli "artisti" fanno a gara per parodiare la Croce per avere un pò di pubblicità a buon mercato, il medioriente e l'Africa esplodono di odio. La rabbia dell'intolleranza e del fanatismo si scatena contro le residenze, le ambasciate e i simboli del nostro Occidente. E le croci rimosse dagli europei che hanno perso la fede, vengono rialzate realmente da arabi la cui fede gli comanda di uccidere gli infedeli.
In tutto questo esplodere di odio il Papa, rappresentante di Cristo in terra, si avvia verso il Libano continuando senza sosta ad annunciare il messaggio di salvezza di Cristo.
Tutto ciò che divide viene da Satana, tutto ciò che unisce e rappacifica viene dallo Spirito Santo. E, sulla Croce Gesù ha esalato il suo Spirito.
Profanando la Croce gli uomini ereditano divisione e odio, riscoprendo la Croce, si ritrovano figli dell'Unico Padre. 

"Ti adoriamo Croce Santa che portasti il Redentore"
"

domenica 9 settembre 2012

Segni, gesti e gestacci

La chiesa dei segni
Va molto di moda negli ambienti cristiani l'uso dei "segni", dei "gesti". Soprattutto nelle catechesi giovanili, nei corsi di preparazione ai sacramenti, nei campi scuola, c'è sempre qualcuno, spesso un catechista o una suora, che propone di utilizzarli. E che che cosa sarebbero questi segni e gesti? Azioni, piccoli oggetti, un sasso, un cartellone, della sabbia colorata, un pane, una candelina, un abbraccio...  Qualsiasi cosa l'umana fantasia sia in grado di partorire per rappresentare qualsiasi cosa l'umana fantasia ami provare. Il segno fa parte dello strumentario indispensabile della religione senza contenuto, ridotta a sola scatola emozionale esterna, fatta di sentimenti, lacrime, sorrisi, battimani, e priva dell'essenziale, cioè  del culto divino.


Nella Chiesa i segni ci sono, si chiamano Sacramenti, ma sono segni efficaci della Grazia, cioè azioni rituali che rendono visibile un contenuto salvifico reale, non emozionale o sensibilmente desiderabile. Cioè il Sacramento non è uno sterile tentativo di lavaggio del cervello, ma un sicuro lavaggio dell'anima. Se al Sacramento si sotituisce, invece, il gesto, si umilia la Grazia per un risultato puramente emotivo e perciò transitorio e superficiale.
La Chiesa dei Sacramenti
Dice: "Ma spesso è difficile avvicinare i giovani e  i bambini ai sacramenti, mentre si possono attrarre con i gesti". Naturalmente, se i sacramenti fossero solo gesti tra i gesti e l'obiettivo fosse attrarre i giovani ed amozionarli. Ma i Sacramenti sono i luoghi dello Spirito Santo, in cui Egli opera con pienezza e trasforma il peccatore in santo. E l'obiettivo della pastorale è convertire e fare cristiani. Corteggiare le persone con i gesti e i segni vuol dire pretendere di fare un'educazione alimentare a dei bambini inappetenti  utilizzando caramelle e cioccolatini. I bambini vi saranno grati, fichè non capiranno - quando ormai è tardi - che avete fatto il loro male.

martedì 4 settembre 2012

Se siamo qui

Il Signore è mio pastore, non manco di nulla
Se siamo qui è perchè abbiamo un Padre. Un Padre che ci ha desiderati, voluti, creati e salvati. E proposti per un destino di felicità eterna.  Ma noi camminiamo a testa bassa, sotto il fardello di una vita confusa, in cui abbiamo dimenticato l'inizio e la fine, e perso ogni ordine. Così non ci accorgiamo dell'Amore che ci guarda.  Siamo affamati di essenziale e ci nutriamo di superfluo.
Se siamo qui è perchè ci è donato del tempo da usare bene. Ma non è molto il tempo, è quanto basta. Organizziamolo come si deve: la prima parte in preghiera meditata, la seconda parte in preghiera lavorata, e la terza parte in  preghiera riposata.

martedì 14 agosto 2012

Lode a Maria


Da Maria a Gesù, da Gesù al Padre.

La perfetta ubbidiente. Assunta al Cielo.
Lode a Maria, stella del mattino, Madre del Vero Pane.

mercoledì 1 agosto 2012

L'incomprensibile pensiero

Dio l'inconoscibile si è rivelato a noi tramite suo Figlio Gesù, lo abbiamo visto e ne abbiamo sentito la Parola. 
Ma questo non significa capirne i pensieri più reconditi e le ragioni del suo agire. Anzi, la nostra esperienza ci dimostra proprio che spesso noi siamo su un piano di prospettiva radicalmente diverso da quello di Dio. 
Molte scelte del Signore ci sembrano folli e assurde, a cominciare da quella dell'Incarnazione e della Croce. Ma tutta la vita di Gesù e della Chiesa sono costellate di assurdità secondo la logica umana. Pensiamo solo alla compagnia apostolica, costituita in modo - secondo noi - irragionevole: ladri, esattori delle tasse, pescatori duri di comprendonio... E poi la sua stessa nascita, scandalosa secondo i canoni sociali, la sua frequentazione con persone considerate impure e immonde per i ligi ebrei, l'elogio del perdono  (contrario alla legge della vendetta che avevano i suoi correligionari, sempre in cerca di qualcuno da giudicare), la morte ignomignosa per mano dei romani, l'oltraggio della sepoltura per chi si presentava come il Messia, ecc. ecc.
Ma anche la vita della Chiesa è costellata di follie. Da una parte crediamo che la Chiesa sia stata fondata da Dio e dall'altra ne scopriamo le fragilità, le contraddizioni, le miserie, i tradimenti. Ieri come oggi i Giuda non mancano. E ieri come oggi Gesù gli ripete; "Amico, con un bacio mi tradisci?". Eppure ieri come oggi Gesù non li annienta, cosa che volentieri vorremmo fare noi, ma aspetta un possibile ravvedimento o li lascia alle conseguenze delle loro azioni. E nonostante tutto la barca di Pietro va avanti nella sua opera di testimonianza e di evengelizzazione, custode della Verità, nonostante la sua indegnità. 
"Le mie vie non sono le vostre vie", si è proprio vero. Noi verso Dio ci comportiamo come gli italiani verso il calcio: "Se fossi l'allenatore farei giocare questo e non quello...", "Se io fossi Papa quel parroco lo metterei sul rogo, quel vescovo lo manderei a fare il chierichetto in campagna...". Già, ma per fortuna io non sono Papa. Probabilmente sono troppo santo per esserlo e Dio ne ha trovato uno peggiore di me per far risplendere ancor più che è Lui a guidare la Storia e le storie.

martedì 31 luglio 2012

La Guerra Santa

Lo spirito combattivo lo abbiamo ormai lasciato ai tornei di calcio e alle olimpiadi. Nemmeno più alle guerre, perchè le guerre ormai sono questioni di ingegneri, economisti e contractors, in pratica killer a pagamento, un tanto a chilo.
Eppure c'è un ambito dove la guerra assume un valore di nobiltà, dove si è chiamati a battaglie aspre e cruente. Un ambito in cui il valore di un uomo risplende nella capacità di sopportare l'urto del nemico e nella prontezza di ribattere colpo su colpo per conquistare la vittoria.
Lo scenario dove si combattono queste battaglie è invisibile, i rumori dello scontro non vengono colti nemmeno a pochi centimetri di distanza, i caduti si aggirano liberamente tra noi. Eppure è lo scenario più terribile e crudele, dove il campo dello scontro è il cuore e il tempo dello scontro è la vita intera.
E' la guerra dello spirito, combattuta contro le potenze delle tenebre e il richiamo alla ribellione.
Il cristiamo in questa guerra è già vincitore. Perchè Cristo ha vinto per lui. Ma non gli vengono risparmiate le singole battaglie, in ognuna delle quali deve confermare la propria adesione alla vitoria di Cristo agendo come Gesù chiede.
Il cristiano è il guerriero per eccellenza. Non riposa mai perchè in ogni tempo è sottoposto all'attacco di chi vorrebbe fargli tradire le sue promesse battesimali. Il cristiano è guerriero per eccellenza perchè in ogni istante deve far vincere nel suo cuore la grazia e morire il peccato. Ogni cristiano è querriero per eccellenza perchè non combatte contro nemici esterni in carne e ossa, ma contro il nemico più pericoloso, il proprio egoismo.
Il vero Crociato
La battaglia spirituale è la condizione perenne del cristiano, e si vince utilizzando alcune armi di comprovata efficacia: 1. La fuga, da ciò che ci può indurre al male; 2. La preghiera, incessante e fiduciosa; 3. Dialogo aperto e sincero con un accompagnatore spirituale di comprovata fede e umiltà; 4. La frequenza regolare ai sacramenti, e in modo particolare alla confessione; 5. Non dare ascolto a chiunque dica di vedere la Madonna o di parlare con Gesù o di avere carismi di guarigione o altri effetti speciali.
Ma sopratutto 6. La battaglia la vinciamo vivendo con la Chiesa, nella Chiesa e attraverso la Chiesa, come ha fatto Padre Pio, la cui battaglia più dolorosa è stata proprio l'ubbidienza sanguinante, come quella di Gesù sotto la croce.

martedì 24 luglio 2012

L'unica strada è l'amore

Se l'amore è la natura di Dio, amando diventiamo Dio.
Noi vogliamo evolverci continuamente, crescere, perfezionarci, uscire dalla nostra condizione di uomini limitati per raggiungere uno stato di perfezione, di superamento dei nostri confini, insomma vogliamo essere Dio. Satana ha usato questa nostra ambizione quando ha tentato i progenitori dicendo: "Voi sarete come Dio". Ma la strada di Satana ha riportato l'umanità nel fango. Eppure noi siamo chiamati davvero ad essere come Dio, ad essere figli di Dio, e quindi a condividere la sua stessa natura. Ma tutto questo è possibile solo se accettiamo la legge dell'amore, che si oppone a quella del peccato. Il peccato è fondato sull'egoismo e sulla disubbidienza, l'amore è fondato sull'apertura di noi stessi alla volontà di Dio e ai bisogni del prossimo. Il peccato ci impedisce di crescere e ci fa regredire a livelli animaleschi e sub/umani, l'amore ci unisce sempre più strettamente a Dio fino a farlo vivere pienamente dentro di noi.