venerdì 6 luglio 2012

Una bellissima riflessione sull'omosessualità e crisi...

..., che condividiamo pienamente, tratta dal sito PapalePapale:


Pederasti che “giocano” coi bambini. E crisi economica come castigo divino per Sodoma Vi scandalizzate? Non è colpa mia: la realtà va guardata in faccia ma anche di... dietro Hollande ha trovato la sua priorità politica: entro 3 mesi saranno possibili “matrimoni” e adozioni omosessuali in Francia. Era certamente quello di cui i francesi avevano più urgente bisogno. Ora i problemi della Francia sono risolti si può dire. Sarà società perfetta, grazie a un manipolo di anormali. Dice: il 63% dell’elettorato è d’accordo. Vorrei tanto capire chi è che intervistano, chi è che intervista e come, con quali domande capziose. Quello che mi fa ridere sono tre cose: 1 I pederasti vivono nel riflesso di se stessi e godono della loro… terrificante vita edonistica, alla ricerca del solo piacere, del fatuo (loro, infatti, è tale industria), della “spensieratezza e divertimento”, del sesso promiscuo, libero, sfrenato e totalizzante, in un festaiolismo permanente; fallocentrica la loro visione del mondo. Quanti di questi infelici veramente vogliono adottare… e vorranno farlo sul serio quando si renderanno conto di cosa è e a quante rinunce porta “possedere” – per loro è uno status symbol come un altro, un oggetto di lusso e di moda da aggiungere all’arredamento – un figlio, per giunta manco loro? Quanti staranno al gioco quando si renderanno conto – loro, così ignari della vita vera, di cosa è una famiglia e che mai ne avranno una, rinnegatori anche delle loro originarie, destinati come sono a passare dalle orge alla solitudine – quando si renderanno conto, dicevo, di quanto “costa” questo “soprammobile” di lusso, all’ultima moda: un “figlio”? Ossia un poveraccio nato disgraziato e finito per sua sventura nelle grinfie di questi cinici e crudeli di egual sesso, collezionisti di vite umane per far dispetto a Dio. 2 Ci sarà da ridere quando introdurranno il “divorzio” fra pederasti “sposati”: cambiano “marita” ogni 12 mesi in media. 3 Ma ancora di più mi fa scompisciare un dato: fra poco, di questo passo, in Europa, non ci sarà più nessuno da adottare. Pederasti in crescita esponenziale, famiglie vere scarse, di conseguenza figli vicino alla zero. Pederasti sempre di più, bambini sempre di meno. Del resto, politica, scuola e tv, stanno facendo di tutto per fare di ragazzi normali – a suon di ideologia in tutte le forme e le salse, a cominciare dai libri scolastici – degli anormali. Raccontava un amico su fb, giovanissimo ma già sposato, Matteo: “Puoi ben dire che è un gran casino…ho visto che in certi asili girano dei libri con gli animali. Roba normale per bambini dice mia moglie. Solo che se li apri vedi due pinguini (maschi) con il pinguino figlio, due elefantesse con due elefantini figli. Per arrivare alle galline (sempre dello stesso sesso) che hanno come figlio un coccodrillo. Non si può stare tranquilli neanche all’asilo. Fra poco dovrò fare la scelta per mio figlio, porrò due domande a chi dirige l’asilo: ci sono pinguini gay? fate lo spettacolo di Natale con Gesù Bambino o con Cappuccetto Rosso?” Dove abbonda, dunque, l’ideologia omosessualista e di genere – che è cultura intrinsecamente di morte, di rinuncia alla vita, di rifiuto e spegnimento della scintilla vitale nell’essere umano, di cupio dissolvi – cominciano ad aumentare a ritmo vertiginoso i pederasti, questa setta di untori; e al contempo diminuiscono le persone normali, le coppie, i matrimoni, il desiderio di moltiplicare la vita, diminuiscono i figli.
Morte e vecchiezza incombono perciò con un ombra sinistra sull’agonizzante decrepito Occidente europeo, reso smemorato dall’alzheimer storico, dalla schizofrenia che lo scinde da se stesso, dalla sclerosi senile, etica e morale; e che sta celebrando in finale, nel mondo alla rovescia, la sua crudele eutanasia, che sopraggiunge dopo l’autoevirazione. “Questa Europa che non si vuole più bene, che odia se stessa, che si autoperseguita”, disse lucidamente il cardinale Ratzinger a Marcello Pera. Che sia meglio farsi governare dai banchieri che dai politici? Voi immaginate Monti che se ne esce con ‘sta cosa del “matrimonio e adozioni omosessuali” come il politico socialista Hollande? L’ultima ideologia: quella di genere, omosessualista. L’ultima moda: “matrimonio” e adozioni per i pederasti. Che pensarne? Ma niente, adesso è il balocco di moda che i bambini cattivi a cui piace il pisellino pretendono da papà Stato. Un capriccio prepotente e irrazionale. Uno sfregio livoroso a quelle famiglie vere e benedette da Dio, quali mai ne avranno loro e tanto meno lo saranno. Appena si renderanno tutti conto che è una vuota porcheria senza senso… e di cosa sono e che vita (altro che famiglia!) conducono e vogliono continuare a condurre i pederasti… con cambio di partner a ogni capodanno, faranno la fine dei registri delle unioni di fatto: annunciati fra grande clamore come “grande conquista civile invocata dai tempi e dal mondo”… ma che finita la sbornia ideologica, appagato il capriccio, sono rimasti vuoti e senza iscritti. Diamogli il giocattolo, facciamoli giocare coi “bambolotti” questi pederasti che a loro tempo già giocarono con le bambole: saranno loro stessi a stancarsi presto, come tutto i bambini capricciosi e dispettosi. Che ottenuto il giocattolo, ci giocano un po’, poi lo stufano, lo scassano e lo abbandonano in un angolo. Ritorneranno, tempo 5 anni, a pretendere solo fallo, il loro stato naturale: quel culto ossessivo-compulsivo e famelico di genitali maschili che nella loro infelice vita move il sole e l’altre stelle. E allora vedrete: nascerà il femminismo pederastico con tanto di sloga liberatori: “basta col frocio angelo del focolare”, “basta con la gabbia reazionaria della famiglia”, “basta con le catene cattoliche della maternità” “lasciateci scopare in santa pace e tenetevi i vostri bambini”, “tremate tremate le froce son tornate… single” “i vostri diritti da eterosessuali ci rinchiudono nella sfera domestica e ci precludono la politica, il lavoro, la sfera pubblica”, “riprendetevi i vostri bambini, anche dei genitori gay hanno diritto a divertirsi senza bambocci fra i piedi” e bla bla bla. So’ pederasti, so’ fatti così, inseguono le mode, tutte le mode e di tutte si stancano. Pure della modo del bambino-sopramobile. Sono un rimedio al vuoto e alla solitudine di una vita che è naturaliter satura, persino in ogni suo simbolo, di morte e di desolazione, di istinto di annullamento e autodistruzione. Scrive Luca Dombrè, nostro redattore a proposito della scelta di Hollande: “E’ soprattutto da questa stupefacente solerzia con cui si attivano progetti di legge ed iniziative governative di ogni tipo a favore di una minoranza piccolissima che si evince come l’omofobia in quanto totem ideologico sia una balla propagandistica di proporzioni enormi. Con tutti i guai in cui affonda l’Europa e non solo la Francia, guarda un po’ a neanche un mese dall’elezione di Hollande, uno dei provvedimenti più urgenti da attuare per il destino della nazione è il sedicente matrimonio omosessuale…” Essì, cari miei. Il demonio si sta precipitando con una alacrità spaventosa: che sia il segno che abbia intuito che i tempi stanno finendo e ha poco tempo a disposizione per il pervertimento generale, seguito all’apostasia generale e finale, dei quali parlano tante profezie? Tra le altre cose, dopo i fatti di Francia, sentivo al tg che la prossima nazione che approverà “matrimoni” e adozioni per i pederasti sarà il Portogallo. E allora mi sono chiesto: ma la Madonna di Fatima non aveva promesso che il “Portogallo conserverà la fede”? Perché dunque la Vergine non si dà una mossa? Poi qualcuno mi ha fatto sapere delle cose interessanti che ignoravo, e infatti mi dice Roberto di Perugia: “A dire il vero, vennero approvati già alcuni anni fa (peraltro, se ben ricordo, con una maggioranza risicatissima), tuttavia ciò fu fatto proprio all’inizio di questa crisi che si è rivelata disastrosa per il Portogallo (mi ci sono recato per Pasqua, e ho visto tanta povertà), non so quindi con quanto favore potrebbe essere accolto questo ulteriore passo…”. Poi aggiunge una cosa sulla Spagna stavolta: “Intendo dire, Antonio, che i matrimoni gay vennero approvati in Spagna in pieno boom economico (poi rivelatosi farlocco), non so, quindi, come potrebbe essere approvata dall’elettorato questa mossa in un Portogallo o in una Francia dai numerosi problemi economici e sociali… Come hanno imparato gli Spagnoli, e come, ma spero di no, impareranno i Francesi, con i matrimoni gay non si mangia né si lavora…”. Interviene Francesco di Bari, che chiosa: “Tranquilli, farà la fine di Zapatero, quando i francesi si troveranno con l’economia allo sfascio, e non sapranno cosa farsene delle nozze gaie”. Ecco, è questo il punto che mi faceva riflettere. Essì, credo proprio che Dio, quando si cominciano nella storia umana a superare certi limiti, suona la campanella: per ricordare a tutti chi è che comanda, chi è il padrone della vita e della morte, l’autore delle leggi di natura, dell’uomo stesso. È il castigo divino: che non si manifesta solo con terremoti e catastrofi naturali. Ma anche con la distruzione dell’idolo, del vitello d’oro che il mondo con arroganza ha innalzato verso il cielo a sfidare Dio stesso. In questo caso Dio sta velocemente distruggendo quell’arrogante idolo europeo sul quale ogni cosa è stata rovesciata e sacrificata, in nome del quale ciò che era sotto è finito sopra e ciò che era sopra è finito sotto, in omaggio del quale è stato inaugurato il mondo alla rovescia: quell’idolo è l’economia, il monetarismo, l’opulenza, il benessere che ha reso sazia e indifferente l’Europa. E che come gli idoli di Sodoma e Gomorra sarà distrutto. Nella Bibbia sta scritto: “E poiché aumentando la ricchezza e la potenza di Tiro, è anche aumentata la sua superbia e arroganza, ecco che Dio getta la città in fondo agli abissi”. C’è anche un passo inquietante nello stesso Libro, dove si dice che negli ultimi tempi ( ma in qualsiasi tempo così è stato, vedi al capolinea del mondo ellenico e di quello romano) Dio punisce i popoli sacrileghi mettendo sulla loro testa dei “capi effeminati”, degli invertiti, e poi tutti insieme li precipita nella rovina. Ancora nella Bibbia è scritto: “E poiché avete seminato vento, ecco, adesso raccoglierete tempesta”. Cosa è stato (ripetiamolo) della Spagna perversa di Zapatero? E’ scomparso Zapatero, i suoi avversari hanno prevalso, si dissolve nel nulla il suo magistero rovesciato, si chiudono le baracche alla fiera delle vanità, la miseria dilaga: son rimasti con quattro pederasti “sposati” e prossimi al “divorzio” in mano, a leccarsi le ferite, già intenzionati a porre fine anche a questa pagliacciata circense. Il deserto. La crisi economica che sommergerà, come sta sommergendo uno stato dopo l’altro, tutta l’Europa infedele e blasfema, sazia e arrogante, ebbra della sua vanità e demolitrice di se stessa, evirata ed effeminata, è, a mio avviso, l’incipiente castigo divino. Dopodiché, precipitati tutti giù, ci sarà di nuovo spazio per la riflessione, facendo silenzio sull’Essenziale. Ho qui davanti un libro di Chateaubriand, dove il gran convertito riflette su questa anomalia moderna nella quale al progresso tecnico non segue di pari passo un progresso morale, e anzi vi è un regresso. E allora il grande cattolico scrive: “Le catastrofi terribili non hanno mai mancato di succedere alla corruzione dei costumi. Dio ha forse combinato l’ordine fisico e morale dell’universo in modo che uno sconvolgimento di quest’ultimo comportasse necessariamente dei cambiamenti nell’altro”. La crisi economica come punizione divina a seguito della restaurata Sodoma e Gomorra, che si erge laddove sorgevano le grandi cattedrali della cattolicità? A sentire Chateaubriand, non è proprio Dio che punisce: è l’uomo che sfila una pietra angolare nell’edificio perfetto che Dio ha costruito intorno a lui. Se gli crolla tutto addosso, è davvero “colpa” di Dio?

mercoledì 4 luglio 2012

Animali e cristiani, istruzioni per l'uso

Gli animali sono stati creati da Dio, belli e utili, insieme a tante altre cose belle e utili che ci sono in natura.
Ma l'uomo è un'altra cosa.
Gli animali hanno un valore, ma non sono un valore in loro stessi. 
L'uomo è un'altra cosa.
Gli animali vanno rispettati perchè essere cattivi e crudeli contro ciò che Dio ha creato è sempre un male, ma il rispetto per l'uomo è un'altra cosa.
Gli animali vanno mangiati, e gustati, con gioia, perchè Dio ci ha dato le papille gustative per apprezzare una buona bistecca, il peccato consiste nel cucinarli male e nel non condividerli.

Dio è contento se i suoi figli sono contenti
Gesù non era vegetariano, non ha mai insegnato ad essere vegetariani. Anzi ha preso a simbolo per se stesso un animale da mangiare, l'agnello.
Avere un animale, tenerlo bene e curarlo è una cosa buona. Farne un idolo, magari diprezzando gli esseri umani, è male.

La persona ha un'anima immortale, la persona è un valore per se stessa, la persona è stata resa figlia di Dio. La persona, anche l'ultima e la più disprezzata, è costata comunque il Sangue del Figlio di Dio. 
Gli animali sono un'altra cosa.

venerdì 22 giugno 2012

Lo scoraggiamento è un peccato?

Lasciamo ai confessori il problema, ma certamente deprimersi è una sciocchezza. Perchè sebbene oggi tutto sembra contribuire allo scoraggiamento, abbiamo un Padre. 
Un cristiano non può scoraggiarsi, davanti a niente e nessuno, anzi. Più il buio cresce e sembra che il potere del male sia sconfinato e possa distruggere ogni speranza, più la luce della notte di Pasqua si rafforza e squarcia le tenebre.
Gesù lo ha detto: "Non abbiate paura", e lo ha ribadito: "Perchè temete, gente di poca fede?".
Luce del mondo
Gesù ha vinto il mondo, una volta e per sempre. Egli ci ha preparato un posto. Niente e nessuno potrà separarci dall'Amore di Dio, solo il peccato, e il peccato è una nostra libera scelta.
E' indubitabile che siamo mesi alla prova, da mille tentazioni diverse. Ma di fronte a tutto siamo già vincitori in Cristo. 
Prendiamo esempio da Maria, che nelle terribili ore in cui Gesù sembrava sconfitto, nel buio del sepolcro, e nella sfrontatezza del Sinedrio, vegliava in preghiera, meditando la Parola di Dio e custodendo nel suo cuore l'indomabile speranza nella potenza del Padre.

venerdì 8 giugno 2012

Piccole cose

"Accumulate tesori in cielo", è l'invito di Gesù. In cielo, dove i ladri non arrivano a depredarci e dove la tignola non consuma. In cielo, aggiungeremmo noi, dove i terremoti non distruggono in un attimo il lavoro di una vita.
Ma quali sono questi tesori da accumulare? Certo non i tesori materiali, (che lasceremo sulla terra per far litigare i nostri eredi), ma quelli spirituali. E i tesori spirituali  da depositare nella banca del cielo, per fortuna molto più onesta e trasparente di quelle terrene, sono le opere buone, le piccole opere buone di tutti i giorni, sconosciute agli uomini ma registrate dalla contabilità di Dio.
Dio ama i piccoli e gli umili, e apprezza le opere piccole di tutti i giorni. Gesù stesso promette ricompensa per chi offrirà un bicchiere a chi è suo e a chiunque avrà agito con carità vedendo Cristo presente in ogni uomo. Accumulare tesori sulla terra è possibile solo ai ricchi e ai potenti del mondo, ma accumularli in cielo è alla portata di chiunque. Basta vivere la propria giornata cercando di fare piccoli atti di misericordia, di pazienza, di amore, suggeriti di volta in volta dalle circostanze.
L'esempio più alto di questo stile di fede vissuta nella quotidianità silenziosa è Maria Santissima. La Madre di Gesù ci accompagna e ci spinge ad un continuo esame di coscienza e ad un rinnovamento continuo per vincere i nostri egoismi e concretizzare nella vita pratica la fede battesimale. Ogni giorno un piccolo gesto  offerto attraverso le mani purissime di Maria, e quando ci presenteremo davanti a Dio scopriremo che tesoro di grazia la nostra mamma ha realizzato con i nostri gesti d'amore.

lunedì 28 maggio 2012

Cosa chiediamo ad un sacerdote?



Il Santo Curato d'Ars
Che celebri bene la Santa Messa, credendo nella presenza reale di Gesù nell'Eucarestia; che amministri i sacramenti, che trasmetta l'insegnamento di Gesù senza interpretazioni personali, ma nella fedeltà al Vangelo e al Magistero della Chiesa. 
Chiediamo inoltre, che il suo tempo non lo passi al computer o al centro d'ascolto, ma davanti al Tabernacolo, in adorazione, intercedendo per noi e per la Chiesa.
E siccome siamo incontentabili, chiediamo anche che sia uomo, che parli chiaro, che non ceda a compromessi, che viva nella luce della verità.
Ce ne vorrebbero di più di sacerdoti e vescovi così. Per questo, putroppo, alcune volte siamo sottoposti a spettacoli di corruzione e di arrivismo. Il povero Papa, il nostro amato Benedetto XVI è assediato. Lui è tranquillo, perchè giustamente ricorda che la Chiesa non è sua, e di Dio, e Dio ci penserà, ma povero chi si macchia di scandalo. Preghiamo per i sacerdoti, tutti, tutti i giorni, in modo particolare per quelli che hanno tradito la loro vocazione, per quelli che stanno precipitando verso la dannazione eterna, per coloro che insegnano cose diverse dalla verità. Preghiamo il Padre perchè mandi santi sacerdoti per la sua Chiesa, ma meritiamoci questi doni con la nostra fedeltà.

sabato 19 maggio 2012

Aspettando Pentecoste

Chi è lo Spirito Santo? E' la terza Persona della Trinità. E' Colui che ha riempito di sè la Vergine Maria rendendola madre di Gesù. E' il Consolatore, che è sceso a Pentecoste sugli apostoli e la Madonna, e ha infiammato  d'amore la Chiesa nascente spingendola a predicare il Vangelo. E' Colui che nella preghiera guida i movimenti del nostro cuore e ci ispira i sentimenti dello stesso Cuore di Gesù. E' il Maestro che rende viva la Parola di Dio e ce ne fa gustare la realtà nella nostra vita quotidiana.
Insomma, lo Spirito Santo ci prende nudi e selvatici e ci modella pian piano per uniformarci sempre più a Cristo, guidandoci in ogni momento per trasformarci, noi che eravamo nel peccato e nell'oscurità,  in figli di Dio.
Vieni Spirito Santo, apri il nostro cuore alla Verità e guidaci nella Tua luce.
Amen.

Vieni, o Spirito creatore, visita le nostre menti, riempi della tua grazia i cuori che hai creato. O dolce consolatore, dono del Padre altissimo, acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell'anima. Dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore, irradia i tuoi sette doni, suscita in noi la parola. Sii luce all'intelletto, fiamma ardente nel cuore, sana le nostre ferite col balsamo del tuo amore. Difendici dal nemico, reca in dono la pace, la tua guida invincibile ci preservi dal male. Luce d'eterna sapienza, svelaci il grande mistero di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore. Sia la gloria a Dio Padre al Figlio che è risorto e allo Spirito consolatore nei secoli senza fine. Amen.

martedì 8 maggio 2012

Chi ci ama ci libera

Dice Gesù: "La Verità vi farà liberi".
Il che vuol dire due cose: la prima, che la libertà è una buona cosa e che è un obiettivo da raggiungere. La seconda è che la strada per essere liberi è la verità. Ma, "Cos'è la verità?" si domandava Ponzio Pilato, interrogando Gesù. Sant'Agostino, per far capire come la risposta stesse nella domanda stessa, si servì dell'anagramma del passo del Vangelo di Giovanni: QUID EST VERITAS? (=Che cos'è la verità?), trasformandolo in:  EST VIR QUI ADEST! (= E' Colui che ti sta innanzi!). 


E' Gesù stesso che afferma di sè: "Io sono la Via, la Verità e la Vita".  Non ci sono dubbi. La Verità che rende liberi è lo stesso Figlio di Dio che è morto per spezzare le catene del peccato che ci imprigionavano.  Cristo è la Verità, perchè in Lui non c'è menzogna nè peccato. Cristo è la luce che illumina le tenebre, ci racconta la verità sull'uomo, sulla storia e sul suo destino eterno.
La libertà  non deriva nè dall'azione politica, nè dallo sforzo umano di svincolarsi dai suoi condizionamenti. La libertà non  può essere un'ideologia, nè il frutto di una guerra di liberazione. La libertà è la vittoria sul male - cosmico e personale - che imprigiona il cuore dell'uomo, e questa vittoria la conseguiamo solo attraverso la partecipazione al sacrificio del Figlio, nel dono del suo Sangue sparso sulla Croce. Ecco perchè solo in Cristo, mediante Cristo e in nient'altro che in Cristo possiamo aspirare alla libertà.

Il fatto che un cristiano sia chiamato ad essere libero, nella Verità che è Gesù stesso, ci offre un importante criterio di discernimento: tutto ciò che viene da Dio rende l'uono più libero, capace di scegliere in maniera responsabile e personale.

Bisogna riconoscere, purtroppo, che nella Chiesa attuale ci sono numerose realtà di aggregazione nelle quali gli aderenti sono trattati con altri criteri. In modo particolare si notano appartenenti a gruppi che sono completamente dipendenti dal loro fondatore. Fondatore idolatrato, venerato, ciecamente ubbidito, pur e soprattutto, senza che ci sia alcun voto di ubbidienza. O aderenti ad alcuni movimenti, totalmente succubi dei loro catechisti o capogruppo, abituati a battere le mani a comando e a rendere conto al catechista di ogni respiro, pensiero o intenzione, molto più a lui che al sacerdote in confessione. Ci sono fedeli che hanno scoperto o riscoperto la loro fede presso qualche luogo di presunte apparizioni, e che hanno bisogno di ritornare lì una o più volte l'anno per ricaricarsi e ritrovare l'entusiasmo, perchè la pratica abituale non li sostiene, ecc. ecc. Questi sono tutti esempi di cristiani non piccoli e ubbidienti, (grande virtù è essere piccoli e ubbidienti di fronte a Dio e alla Chiesa), ma insicuri, immaturi, incerti, deboli psicologicamente ancor prima che spiritualmente, con una coscienza estranea, con una vita di preghiera probabilmente superficiale. Questo non va bene.  Anche molti sacerdoti senza rendersene conto, come d'altronde molti genitori, educano facendo permanere chi è loro affidato in uno stato di soggezione e immaturità, rendendolo dipendente dalla figura di riferimento, alla quale si delega tutta la propria vita e le proprie scelte.  Ma Dio non ci vuole così. Dio respinge gli orgogliosi e chi si crede migliore degli altri, ma umiltà non vuol dire rinunciare ai propri talenti. E il primo talento che Dio ci dona è una testa pensante. Pur sottoponendo sempre la propria coscienza e la propria intelligenza, attraverso l'aiuto del Magistero, alla volontà di Dio, perchè questa è la vera libertà, il cristiano deve aspirare ad un rapporto da figlio, non da schiavo: chi ci ama ci libera.