sabato 19 maggio 2012

Aspettando Pentecoste

Chi è lo Spirito Santo? E' la terza Persona della Trinità. E' Colui che ha riempito di sè la Vergine Maria rendendola madre di Gesù. E' il Consolatore, che è sceso a Pentecoste sugli apostoli e la Madonna, e ha infiammato  d'amore la Chiesa nascente spingendola a predicare il Vangelo. E' Colui che nella preghiera guida i movimenti del nostro cuore e ci ispira i sentimenti dello stesso Cuore di Gesù. E' il Maestro che rende viva la Parola di Dio e ce ne fa gustare la realtà nella nostra vita quotidiana.
Insomma, lo Spirito Santo ci prende nudi e selvatici e ci modella pian piano per uniformarci sempre più a Cristo, guidandoci in ogni momento per trasformarci, noi che eravamo nel peccato e nell'oscurità,  in figli di Dio.
Vieni Spirito Santo, apri il nostro cuore alla Verità e guidaci nella Tua luce.
Amen.

Vieni, o Spirito creatore, visita le nostre menti, riempi della tua grazia i cuori che hai creato. O dolce consolatore, dono del Padre altissimo, acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell'anima. Dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore, irradia i tuoi sette doni, suscita in noi la parola. Sii luce all'intelletto, fiamma ardente nel cuore, sana le nostre ferite col balsamo del tuo amore. Difendici dal nemico, reca in dono la pace, la tua guida invincibile ci preservi dal male. Luce d'eterna sapienza, svelaci il grande mistero di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore. Sia la gloria a Dio Padre al Figlio che è risorto e allo Spirito consolatore nei secoli senza fine. Amen.

martedì 8 maggio 2012

Chi ci ama ci libera

Dice Gesù: "La Verità vi farà liberi".
Il che vuol dire due cose: la prima, che la libertà è una buona cosa e che è un obiettivo da raggiungere. La seconda è che la strada per essere liberi è la verità. Ma, "Cos'è la verità?" si domandava Ponzio Pilato, interrogando Gesù. Sant'Agostino, per far capire come la risposta stesse nella domanda stessa, si servì dell'anagramma del passo del Vangelo di Giovanni: QUID EST VERITAS? (=Che cos'è la verità?), trasformandolo in:  EST VIR QUI ADEST! (= E' Colui che ti sta innanzi!). 


E' Gesù stesso che afferma di sè: "Io sono la Via, la Verità e la Vita".  Non ci sono dubbi. La Verità che rende liberi è lo stesso Figlio di Dio che è morto per spezzare le catene del peccato che ci imprigionavano.  Cristo è la Verità, perchè in Lui non c'è menzogna nè peccato. Cristo è la luce che illumina le tenebre, ci racconta la verità sull'uomo, sulla storia e sul suo destino eterno.
La libertà  non deriva nè dall'azione politica, nè dallo sforzo umano di svincolarsi dai suoi condizionamenti. La libertà non  può essere un'ideologia, nè il frutto di una guerra di liberazione. La libertà è la vittoria sul male - cosmico e personale - che imprigiona il cuore dell'uomo, e questa vittoria la conseguiamo solo attraverso la partecipazione al sacrificio del Figlio, nel dono del suo Sangue sparso sulla Croce. Ecco perchè solo in Cristo, mediante Cristo e in nient'altro che in Cristo possiamo aspirare alla libertà.

Il fatto che un cristiano sia chiamato ad essere libero, nella Verità che è Gesù stesso, ci offre un importante criterio di discernimento: tutto ciò che viene da Dio rende l'uono più libero, capace di scegliere in maniera responsabile e personale.

Bisogna riconoscere, purtroppo, che nella Chiesa attuale ci sono numerose realtà di aggregazione nelle quali gli aderenti sono trattati con altri criteri. In modo particolare si notano appartenenti a gruppi che sono completamente dipendenti dal loro fondatore. Fondatore idolatrato, venerato, ciecamente ubbidito, pur e soprattutto, senza che ci sia alcun voto di ubbidienza. O aderenti ad alcuni movimenti, totalmente succubi dei loro catechisti o capogruppo, abituati a battere le mani a comando e a rendere conto al catechista di ogni respiro, pensiero o intenzione, molto più a lui che al sacerdote in confessione. Ci sono fedeli che hanno scoperto o riscoperto la loro fede presso qualche luogo di presunte apparizioni, e che hanno bisogno di ritornare lì una o più volte l'anno per ricaricarsi e ritrovare l'entusiasmo, perchè la pratica abituale non li sostiene, ecc. ecc. Questi sono tutti esempi di cristiani non piccoli e ubbidienti, (grande virtù è essere piccoli e ubbidienti di fronte a Dio e alla Chiesa), ma insicuri, immaturi, incerti, deboli psicologicamente ancor prima che spiritualmente, con una coscienza estranea, con una vita di preghiera probabilmente superficiale. Questo non va bene.  Anche molti sacerdoti senza rendersene conto, come d'altronde molti genitori, educano facendo permanere chi è loro affidato in uno stato di soggezione e immaturità, rendendolo dipendente dalla figura di riferimento, alla quale si delega tutta la propria vita e le proprie scelte.  Ma Dio non ci vuole così. Dio respinge gli orgogliosi e chi si crede migliore degli altri, ma umiltà non vuol dire rinunciare ai propri talenti. E il primo talento che Dio ci dona è una testa pensante. Pur sottoponendo sempre la propria coscienza e la propria intelligenza, attraverso l'aiuto del Magistero, alla volontà di Dio, perchè questa è la vera libertà, il cristiano deve aspirare ad un rapporto da figlio, non da schiavo: chi ci ama ci libera.

sabato 28 aprile 2012

La libertà, virtù cristiana

La libertà  non è peccare, perchè il peccato rende schiavi delle proprie passioni e impedisce di scegliere bene.
La libertà non è fare come mi pare, perchè sceglierei in base alle mie opinioni, e quindi siccome sono un essere imperfetto sceglierei male.
La libertà non è anarchia, perchè anarchia non avendo criteri di riferimento mi farebbe scegliere male.


Per essere libero devo poter scegliere in ogni momento la cosa migliore da fare, in base a criteri assoluti di valore. Il che vuol dire che devo affidarmi a chi possiede questi criteri. Il solo che li possiede è il Creatore del mondo. Soltanto i cristiani, quindi, che appartengono alla famiglia dell'unico e vero Dio, possono aspirare alla vera libertà. Più un cristiano  vive la fede in modo totale, ricercando la volontà di Dio nella sua vita, e nella piena disponibilità a sottomersi a questa volontà, più fa coincidere i suoi desideri con quelli di Dio, più si realizza come uomo libero e raggiunge la felicità piena.

mercoledì 18 aprile 2012

Lo Spirito Santo non dorme mai

La Chiesa, non è mai prevedibile nei suoi sviluppi e nella sua creatività di rinnovamento. La Chiesa è sempre giovane perchè non è stata fatta da uomini, ma è istituzione divina e Cristo stesso ne è il Capo, ed è condotta e illuminata dall'opera dello Spirito Santo.
Per questo i regni, gli imperi, i governi passeranno, ma la Chiesa sarà sempre il faro che dovrà darà luce al mondo, trasmettendo la verità di Cristo. Nonostante le debolezze e i peccati degli uomini di Chiesa e dei cristiani, che non hanno il potere di far fallire il progetto di Dio.
In queste ore stiamo aspettando una firma importantissima su un documento, che potrà significare il ritorno nell'ovile dei Lefebvriani, che da anni ormai si erano messi di fatto fuori dalla comunione ecclesiale.
L'Europa, preda di un secolarismo tremendo e della dittatura del relativismo, che la sta portando ad un sempre più profondo allontanamento dalle sue radici cristiane, segna però in alcuni paesi dei risvegli impressionanti, legati soprattutto a nuovi movimenti giovani e molto spirituali. In Inghilterra tanti fedeli e religiosi anglicani stanno ritornando nella Chiesa Cattolica.
Nel panorama extraeuropeo c'è un aumento esponenziale delle conversioni al cattolicesimo; punta di diamante di questo fenomeno è la Corea, dove in ogni parrocchia ogni anno ci sono due o trecento battesimi di ex buddisti o di altre appartenenze, convertiti al cattolicesimo.
Insomma, lo Spirito Santo non dorme mai. Continua a guidare con polso fermo la Chiesa, anche nella notte della nostra fede, quando vediamo tutto buio e ci scoraggiamo, anche quando la tempesta ci spaventa e perdiamo di vista il Timoniere.

domenica 15 aprile 2012

Non schiacciare "mi piace" se non hai capito

 "Mi piace, mi piace, mi..." Molte persone quando vedono un nuovo commento su Facebook automaticamente schiacciano sul tasto "Mi piace", senza nemmeno leggere o capire di cosa si stia parlando. Un'ossessione vera e propria, come quelli che suonano il clacson a prescindere, senza rendersi conto se la fila è prodotta da un semaforo, da un vigile, da una processione, da un veicolo in fiamme o da un pedone investito. Suonano, attribuendo al loro pollicione multiuso il potere di liberare automaticamente la strada. Così, il loro clic sul link "mi piace" diventa una loro partecipazione a qualcosa, senza capire a cosa, ma comunque un modo per esistere e dire la loro. Forse così si pensa di far piacere a chi scrive, come quando stai parlando con qualcuno e fai: "Certo, certo" anche se non capisci niente di quello che dice. Ma ripetere sempre "certo, certo" o cliccare "mi piace mi piace", alla fine perde significato, ci riduce ad essere persone conformiste, capaci solo di dire di sì a tutti.